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Da gennaio 2025 · sviluppo attivo · SDF Group · SAME Deutz-Fahr · tramite Re:Lab R&D · Sviluppatore embedded e HMI

SDF Group · software embedded e HMI per iCluster

Contribuisco al software embedded e alla HMI del cluster digitale di cabina, trasformando informazioni della macchina in un'esperienza chiara e utile per l'operatore.

Informazioni chiare in una macchina complessa

La nuova Serie 8 TTV di DEUTZ-FAHR presenta una cabina digitale costruita attorno a due display: iCluster e iMonitor. Le superfici lavorano insieme per rendere disponibili informazioni della macchina, funzioni operative e strumenti dedicati all'agricoltura di precisione.

In questo contesto, il display davanti all'operatore deve comunicare ciò che serve in modo immediato. La qualità dell'esperienza dipende dalla capacità di trasformare un sistema complesso in informazioni leggibili, coerenti e adatte al momento operativo.

DEUTZ-FAHR Serie 8 TTV, presentata pubblicamente ad Agritechnica 2025.

La documentazione pubblica descrive iCluster come il display da 15 pollici collocato nel campo visivo dell'operatore e iMonitor come la superficie dedicata a funzioni operative, impostazioni e Smart Farming.

I contesti di strada e campo richiedono informazioni differenti, distribuite tra i due display della cabina. Il diagramma riassume esclusivamente il comportamento descritto nelle pagine pubbliche.

Il mio contributo

Lavoro con il team R&D di SDF Group tramite Re:Lab, contribuendo al software embedded e alla HMI del cluster digitale.

Il mio lavoro comprende:

  • trasformare requisiti di prodotto in comportamenti chiari sul display;
  • sviluppare componenti software e parti dell'interfaccia;
  • collegare informazioni della macchina e presentazione grafica;
  • mantenere coerenza tra pagine, indicatori e interazioni;
  • integrare e verificare le funzioni sul display di riferimento;
  • analizzare i problemi emersi durante lo sviluppo insieme al team.

Il contributo attraversa sviluppo e interazione. Una funzione non deve soltanto essere tecnicamente disponibile: deve presentarsi nel momento corretto e in una forma che l'operatore possa comprendere senza distogliere l'attenzione dal lavoro.

Il mio ruolo richiede di muovermi tra requisiti, software e prodotto reale. Una richiesta può nascere come dato o comportamento tecnico, ma deve diventare una pagina, un indicatore o una risposta dell'interfaccia con un significato immediato per la persona in cabina.

Non mostrare tutto, mostrare ciò che serve

Una macchina complessa produce molte più informazioni di quante sia utile mostrare nello stesso momento.

Il lavoro sulla HMI consiste anche nel costruire una gerarchia:

  • informazioni necessarie per comprendere lo stato corrente;
  • elementi che devono rimanere riconoscibili tra pagine differenti;
  • contenuti legati al contesto operativo;
  • feedback che conferma un comando;
  • condizioni che richiedono maggiore attenzione.

La qualità non dipende quindi dal numero di valori presenti sul display. Dipende dalla capacità di rendere evidente ciò che serve, mantenendo il resto disponibile senza creare rumore.

Questa prospettiva orienta il mio contributo sia quando sviluppo una parte dell'interfaccia sia quando verifico il comportamento completo sul display.

Dal requisito all'esperienza sul display

Lo sviluppo di una HMI embedded richiede attenzione a chiarezza, continuità e utilizzo reale. L'interfaccia deve rimanere leggibile in condizioni differenti e deve reagire in modo prevedibile mentre la macchina e le sue funzioni cambiano stato.

Nel mio lavoro cerco quindi di mantenere vicino il rapporto tra informazione, comportamento e rappresentazione. Questo permette di sviluppare nuove pagine e componenti senza perdere la coerenza complessiva del cluster.

Un requisito attraversa più domande prima di diventare parte della HMI:

  1. Che cosa deve comprendere l'operatore?
  2. In quale contesto l'informazione è utile?
  3. Quale forma visiva la rende leggibile?
  4. Come deve reagire l'interfaccia quando la situazione cambia?
  5. Come verificare il risultato sul prodotto reale?

Seguire questo percorso evita che la schermata diventi una semplice raccolta di valori. Ogni elemento mantiene un rapporto chiaro con un bisogno operativo.

Coerenza tra pagine e componenti

Un cluster non viene utilizzato come una singola schermata. L'operatore passa tra contesti e funzioni differenti, ma deve continuare a riconoscere lo stesso linguaggio visivo e comportamentale.

Nel mio contributo considero:

  • posizione e gerarchia delle informazioni;
  • comportamento dei controlli;
  • risposta visiva alle azioni;
  • gestione dei momenti in cui un'informazione non è disponibile;
  • continuità tra componenti che rappresentano concetti simili;
  • leggibilità durante un utilizzo prolungato.

L'obiettivo è fare in modo che nuove parti dell'interfaccia rafforzino il sistema invece di introdurre eccezioni percepibili dall'operatore.

Software embedded e interazione

Lavorare su una HMI di cabina significa mantenere vicini due punti di vista.

Dal lato software servono comportamento prevedibile, responsabilità comprensibili e integrazione con la piattaforma. Dal lato dell'operatore servono chiarezza, tempi di risposta appropriati e una rappresentazione che non richieda di interpretare il funzionamento interno della macchina.

Il mio profilo embedded e HMI mi permette di lavorare su questo confine. Non considero la schermata separata dal sistema che la alimenta, ma valuto il risultato tecnico attraverso ciò che diventa visibile e utilizzabile.

Verifica sul prodotto reale

Una parte importante del contributo avviene direttamente sul display e sulla piattaforma di riferimento.

Le prove permettono di valutare aspetti che non emergono completamente durante lo sviluppo su computer:

  • leggibilità;
  • chiarezza delle priorità;
  • risposta ai comandi;
  • continuità tra schermate;
  • qualità percepita dell'interazione;
  • integrazione con il resto del prodotto.

Questo passaggio collega il codice all'esperienza effettiva dell'operatore.

La verifica permette anche di osservare la relazione tra più elementi. Una modifica può essere corretta isolatamente e risultare comunque poco chiara quando viene utilizzata insieme ad altri contenuti, comandi o cambiamenti di contesto.

Per questo non mi fermo al caso ideale. Ripeto sequenze, confronto situazioni differenti e controllo che l'interfaccia mantenga lo stesso significato mentre il prodotto evolve.

Collaborare vicino al prodotto

Il lavoro in sede con il team R&D rende rapido il confronto tra software, requisiti e comportamento sul display.

Quando emerge una differenza tra ciò che era previsto e ciò che viene percepito, posso analizzarla insieme alle persone che conoscono la macchina, la piattaforma e l'esperienza operativa. Questo riduce interpretazioni isolate e permette di trasformare il problema in una modifica verificabile.

La collaborazione è quindi parte del risultato tecnico: rende possibile mantenere il software allineato a un prodotto complesso e alle priorità reali del suo utilizzo.

Risultato

Il lavoro contribuisce a un cluster digitale in cui software embedded e interfaccia collaborano per rendere comprensibile una macchina complessa.

Il progetto rappresenta bene il mio profilo: sviluppo firmware e software vicino all'hardware, ma valuto ogni scelta anche per l'effetto che produce sulla persona che utilizza il sistema.

È un lavoro in cui la qualità non coincide soltanto con la correttezza di un valore. Comprende il momento in cui viene mostrato, il modo in cui viene interpretato e la fiducia con cui l'operatore può utilizzarlo.

Cosa racconta del mio lavoro

Il progetto iCluster mette in evidenza:

  • sviluppo di software embedded integrato con una HMI complessa;
  • trasformazione di requisiti tecnici in comportamenti comprensibili;
  • attenzione a gerarchia, coerenza e leggibilità;
  • verifica direttamente sulla piattaforma di riferimento;
  • collaborazione quotidiana con un team R&D multidisciplinare;
  • capacità di collegare qualità tecnica ed esperienza dell'operatore.

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